Perché i Comici dell’Arte possono insegnarci a pianificare

4 dicembre 2014
commedia dell'arte compagnia dei gelosi

Compagnia dei Gelosi (anonimo fiammingo, 1580 ca.)

Alla domanda “cos’è la Commedia dell’Arte?”, in molti tenderanno a rispondere che si trattava di un teatro dove ogni sera, in maniera estemporanea, si creava uno spettacolo. La prima parola che verrà subito in mente a tutti è “improvvisazione”. I Comici dell’Arte, nel pensiero comune, sono stati sempre considerati degli attori che “improvvisavano”.

Ma si può ancora pensare alla Commedia dell’Arte come a uno spazio della spontaneità, come a un teatro popolare estemporaneo nato nel XVI secolo?

Di certo no. Le fonti ci dicono che la Commedia dell’Arte fu puro mestiere. Già Mario Apollonio, storico e accademico, sfatò il mito dell’improvvisazione parlando di “drammaturgia dei pezzi chiusi”. Sì, perché il teatro dei Comici dell’Arte era ben codificato, costruito su intrecci e gesti predeterminati e già conosciuti. I famosi lazzi appartengono a un vero e proprio repertorio e non sono mai stati il frutto dell’ispirazione del momento.

Potreste ribattere dicendo che i dialoghi, però, venivano improvvisati. Siete proprio sicuri che fossero totalmente spontanei? Le fonti ci confermano che i Comici dell’Arte facessero riferimento ad una vasta letteratura manoscritta e che poi “all’improvviso” riuscissero a trovare il brano giusto da adattare alla situazione. Le variazioni erano personali, ma comunque su un tema già conosciuto.

La vera Arte era far sembrare improvvisato ciò che in realtà non lo era. “Arte” significava “mestiere”.

Ma cosa c’entra tutto questo con la pianificazione?

Gli italiani, si sa, si affidano spesso all’improvvisazione, che – però – non porta lontano se non è supportata da una corretta pianificazione. Anche la creatività ha bisogno di una direzione, di una linea. Ecco perché, a mio parere, abbiamo molto da imparare dai Comici dell’Arte.

Ho selezionato 5 concetti chiave della Commedia dell’Arte da tenere sempre a mente:

  1. Canovaccio-tipo.
    Il canovaccio è un filo conduttore che spiega i rapporti tra i vari personaggi e ruoli, tra i ruoli fissi e mobili e tra le parti comiche e serie. È una linea guida da seguire.
    In qualsiasi lavoro di pianificazione avremo bisogno di un canovaccio, di punti di riferimento, di un piano che di volta in volta andrà rivisto.
  2.  Adattamento.
    A seconda della situazione l’attore trova un adattamento, un brano del repertorio da combinare con quella scena.
    In tema di pianificazione dovremo adattare la nostra strategia caso per caso. Ogni situazione è diversa e richiede strumenti e adattamenti diversi.
  3. Combinazione.
    La combinazione prevede una variazione sul tema, sul brano di repertorio. Bisogna saper combinare i pezzi.
    Allo stesso modo i nostri strumenti di comunicazione dovranno combinarsi e variare a seconda del nostro obiettivo.
  4. Repertorio.
    Senza il repertorio non si può “improvvisare”. Dal repertorio si va a pescare il tessuto verbale, che certo può variare, ma che deve avere dei riferimenti precisi.
    Allo stesso modo senza un “repertorio” di conoscenze, di esperienze e di casi studio sarà difficile trovare l’adattamento e la combinazione più adatte per la nostra strategia.
  5. Ruoli scenici e parti.
    A ciascuno il suo ruolo. Nella Commedia dell’Arte lo Zanni, il Capitano, Arlecchino, Pantalone, Pulcinella, l’Innamorato, hanno delle caratteristiche peculiari. Ognuno dovrà recitare la parte codificata.
    Così nel lavoro di pianificazione ciascuna risorsa dovrà ricoprire il suo ruolo, in base alle proprie competenze, e sapere come interagire con gli altri.

Un altro concetto lo aggiungo io: l’ascolto. Saper ascoltare gli altri è fondamentale, nel teatro come nel lavoro in team.

Questo significa che nessun lavoro può essere improvvisato e che ogni nostra mossa richiede una pianificazione e degli aggiustamenti durante il percorso. Non ci si può affidare solo ai colpi di fortuna.

La commedia “all’improvviso” è fatta di mestiere, così come una pianificazione è fatta di professionalità.

La vera Arte non si improvvisa…

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